Da uno studio condotto dallo European Transport Safety Council in Italia il 28% delle morti provocate dagli incidenti stradali in aree urbane coinvolge conducenti di motociclette (24%) e ciclomotori (4%).
L’Italia detiene una tra le percentuali più alte d’Europa.
Le motivazioni che collocano il Bel Paese nella parte alta di questa “classifica” negativa, sono da ricercarsi nelle condizioni delle strade e dell’asfalto, nella mancata percezione dell’importanza di indossare l’abbigliamento tecnico di protezione, nell’eccesso di velocità nelle aree urbane.
A queste indicazioni contenute nello studio dello ETSC vanno aggiunti il mancato rispetto della segnaletica stradale, la scarsa attenzione alle norme previste dal codice della strada, la poca percezione del reale pericolo che la guida “disinvolta” nei centri abitati può arrecare a se stessi ed agli altri.
Inoltre tra i fattori che aumentano il pericolo per i riders sono da annoverare tutti quegli elementi presenti ai bordi delle carreggiate, come guard rails, alberi poco curati, cantieri stradali per lavori in corso lasciati a languire ed a volte scarsamente curati dal punto di vista della sicurezza.
Tra le considerazioni riportate nel report dello ETSC, denominato SAFER ROADS, SAFER CITIES: HOW TO IMPROVE URBAN ROAD SAFETY IN THE EU, risulta che tre motociclisti su quattro riconosce l’importanza di accrescere la pratica di guida, per conseguire la patente.
Scarica il report (in inglese) direttamente dal sito dell’EUROPEAN TRANSPORT SAFETY COUNCIL: https://etsc.eu/wp-content/uploads/ETSC_pin_flash_37.pdf

