SPIDER-MAN NOWAY HOME – La recensione

Spider-Man No Way Home - copertina post recensione film

Che Spider-Man No Way Home abbia aperto le porte al multiverso ed alle sue molteplici possibilità di sviluppo di storie per il Marvel Cinematic Universe è ormai cosa nota.

Il secondo film che avrà come protagonista Stephen Strange (Doctor Strange in The Multiverse of Madness), la cui uscita nelle sale cinematografiche nostrane è prevista per il 4 maggio 2022, proporrà proprio un’avventura dello stregone supremo della Marvel all’interno del multiverso.

Guarda il trailer di Doctor Strange nel Multiverso della Follia

Che Peter parker (Tom Holland) e Spider-Man (il suo alter-ego), siano parte di qualcosa di più grande, è una cosa altrettanto nota.

Che il nuovo film dell’Uomo Ragno abbia scatenato la corsa alla ricerca di tutto il materiale rintracciabile in rete, per conoscere i retroscena di una storia che, fino al momento dell’uscita nelle sale cinematografiche, ha contribuito a produrre le congetture più fantasiose, alimentando le fantasie più sfrenate dei fan di tutto il mondo sulla possibile presenza degli altri due Spider-Man (Tobey Maguire e Andrew Garfield), anche questa è una cosa ormai assodata.

Ciò che ancora non è stato detto è che No Way Home è un film di super eroi con la “S” maiuscola e non soltanto per un storia ad ampio respiro, con legami con l’universo Marvel “conosciuto”, con un occhio proiettato alla continuità narrativa ed al contempo al multiverso sconosciuto.

E’ un film su uno dei supereroi più iconici del mondo dei comics (non soltanto di casa Marvel). Spider-Man è la quintaessenza del supereroe, un personaggio calato nella vita quotidiana, una di quelle vite che potrebbe essere vissuta da ciascuno di noi. Peter Parker è un uomo (più o meno giovane, dipende dalla versione del personaggio che viene di volta in volta proposta) sempre pronto al sacrificio, anche quello più estremo e doloroso, per il raggiungimento di un bene più grande.

Leggendo alcune critiche cinematografiche e le recensioni pubblicate in internet e sui social dagli spettatori che hanno già visto Spider-Man No Way Home di pareri negativi ce ne sono eccome. Si può ad esempio obiettare che la sceneggiatura non sia così solida da supportare una storia che soddisfi appieno le aspettative di coloro che sono stati “pompati” da un’azione di marketing ben congegnata da Marvel Studios e Sony.

Ma il cinema supereroistico è qualcosa che va oltre i tecnicismi, i commenti o le recensioni della critica o del fan deluso nelle proprie aspettative. Assistendo alla proiezione all’interno di una sala cinematografica frequentata per l’occasione da spettatori di tutte le età, appassionati dell’ultima ora e fan ultra cinquantenni, che con i fumetti dell’Uomo Ragno sono cresciuti e che molto spesso, ancora oggi, continuano a collezionare gli spillati dell’amichevole Spider-Man di quartiere, si può toccare con mano l’emozione nel vedere ancora una volta volteggiare l’Arrampicamuri tra gli edifici di New York, tra applausi ed i “vai così” esclamati dal pubblico in visibilio.

Spider-Man No Way Home - Peter e MJ

Ma veniamo alla storia. Questa volta Peter Parker è alle prese con un’impresa forse troppo grande per un eroe che è principalmente un uomo “comune”.

I “sinistri cinque” (manca il sesto membro del gruppo di villain che spesso ha tormentato il nostro eroe), non sono facili avversari da affrontare singolarmente, figuriamoci in gruppo. Se poi l’obiettivo non è quello di sconfiggerli o di lasciarli al proprio destino, vittime essi stessi dei piani orditi per uccidere il Ragno, bensì quelli di salvarli da quei fallimenti che, nei rispettivi universi, li ha portati alla morte, allora la missione diventa impossibile anche per un ragazzo con una volontà di ferro ed un’etica come quella di Peter Parker.

Spider-Man No Way Home - Sandman, Lizard ed Electro

Il mantra di Spider-Man è “da grandi poteri derivano grandi responsabilità” ed è proprio da queste ultime che Peter non intende fuggire, seguendo la strada più semplice, voltandosi dall’altra parte. L’Uomo Ragno dei comics nasce proprio in occasione della scelta di Peter di non utilizzare i propri doni per fare la cosa giusta. A rimetterci la vita sarà lo zio Ben e per il ragazzo dietro la maschera sarà una lezione dolorosa che non ripeterà più e che sarà il mattone su cui si regge l’intero impianto morale del proprio essere.

Il Dottor Strange ha la soluzione al problema che Peter ha innescato quando ha scombussolato il multiverso, modificando “involontariamente” l’incantesimo dello stregone supremo della Marvel. E’ un rimedio semplice, che segue la logica e ciò che sarebbe giusto fare per riportare l’equilibrio nel multiverso. Questa scelta comporterebbe la fine certa dei cinque visitatori giunti nell’universo cinematografico della Marvel, che torneranno ciacuno nella propria dimensione, dove in passato hanno trovato l’oblio, combattendo contro gli Spider-Man dei rispettivi mondi.

Spider-Man No Way Home - incantesimo del Doctor Strange

Il Goblin di William Defoe, il Doc Ock di Alfred Molina sono pietre miliari della storia cinematografica dell’Uomo Ragno. Danno spessore alle figure dei villain, senza nulla togliere agli altri tre membri del loro gruppo (Electro, Sandman e Lizard). Ciascuno di loro ha qualcosa con cui riconciliarsi, qualcosa per cui redimersi.

Spider-Man No Way Home - Green Goblin e Doctor Octopus

Tutti loro non sono mai stati uomini malvagi. Sono diventati ciò che sono per il desiderio di raggiungere la propria aspirazione. Le circostanze li hanno portati a trasformarsi in ciò che sono ed a entrare in una spirale di follia che li guiderà verso colui che ritengono la causa dei propri fallimenti, quell’Uomo Ragno che li ha combattuti per aiutare gli innocenti, vittime della loro pazzia.

Spider-Man No Way Home è quindi un film di riconciliazione. Sony, che detiene i diritti cinematografici di Spider-Man e dello spiderverse, collabora in modo più stretto con i Marvel Studios. Per gli spettarori/lettori appassionati dell’Uomo Ragno è un modo per mettere insieme le storie ed i personaggi dei primi due cicli di film dedicati all’arrampicamuri. Per i “cattivi” è un modo per rimettere a posto le proprie vite, con l’aiuto di Spidey. Per l’Uomo Ragno è un modo per riscattarsi dai fallimenti di cui si è reso protagonista nel proprio universo ed in quelli da cui provengono i suoi avversari.

Per riconciliarsi con se stesso, Peter dovrà affrontare il Dottor Strange con il quale si confronterà per evitare che il “mago” condanni questi insoliti visitatori rimandandoli a casa. Quella tra Strange e Peter è anche una corsa contro il tempo. Mentre il secondo cercherà una soluzione per salvare i suoi nemici per poi rimandarli ciascuno nelle proprie dimensioni, per lo stregone è urgente agire prima che dall’intero multiverso piombino su New York nuove minacce in cerca del ragazzo o che le dimensioni si squarcino provocando chissà quali cataclismi.

Spider-Man contro il Doctor Strange

Le quasi due ore e mezza di durata del film vanno veloci come un treno lanciato a tutta velocità, alternando momenti esilaranti ad attimi drammatici e fino alla fine della storia si ha l’impressione di leggere una bella avventura a fumetti di Spider-Man. Uno dei pregi più grandi di No Way Home è a nostro avviso proprio la capacità di riportare sul grande schermo le storie dei comics (come quelle su cui si ispira il film pubblicate in una raccolta dedicata a Spider-Man, uscita proprio in questi giorni).

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