Dal 18 maggio, giorno in cui sono iniziate le riaperture graduali e soprattutto dal 3 di giugno, data che ha segnato la possibilità di spostarsi liberamente tra le regioni, siamo più liberi di dedicarci alle nostre passioni.
Dall’utilizzo delle due ruote per la pratica del moto turismo, alla possibilità di incontrare familiari ed amici residenti in altre regioni, alla frequentazione di ristoranti e pizzerie siamo nuovamente in condizione di vivere una nuova fase per il ritorno alla normalità.
Il contagio è ancora presente e la possibilità che si sviluppino nuovi focolai non è scongiurata. Siamo quindi chiamati a non abbassare la guardia anche per non tornare a perdere le libertà riguadagnate.
A partire dalla possibilità di uscire in moto in compagnia di qualche amico, anche lui in sella alla propria motocicletta, ci consente di praticare il moto turismo, che non è più vietato.
Possiamo effettuare uscite di poche ore o, se ne abbiamo la possibilità, di una giornata intera, senza restrizioni, senza autocertificazione e soprattutto in compagnia. Ed allora in molti abbiamo levato il telo copri moto, abbiamo riattivato l’assicurazione, abbiamo contattato il nostro meccanico di fiducia per controlli, tagliandi e revisione di gomme, freni e sospensioni, pronti a saltare in sella per affrontare nuovamente le curve di strade nuove oppure di quelle solitamente battute.
Noi di The Post Cafè, come le migliaia di motociclisti in tutta Italia non abbiamo aspettato un secondo di più ed al primo fine settimana utile dal momento delle riapertura, abbiamo inviato un giro di messaggi agli amici per organizzare il primo appuntamento dopo il lockdown. Ovviamente con tutte le precauzioni e le raccomandazione del caso, sempre con il pensiero al Covid-19 ed alla velocità con cui Il virus si diffonde.
Poi abbiamo telefonato alla nostra fumetteria di fiducia, che nelle settimane precedenti si era attrezzata per le consegne a domicilio, al pari di ristoranti e pizzerie, per sapere se era possibile passare a visionare le novità ed a ritirare gli albi, che nel frattempo erano tornati ad essere pubblicati, dopo lo stop imposto dal lockdown. Anche lì abbiamo prestato la massima attenzione alle regole anti contagio e siamo tornati non solo ad acquistare, ma a scambiare due chiacchiere a distanza con il nostro abituale “spacciatore” di fumetti.
Certo ci manca ancora andare al Cinema, ma ancora non è il momento, dovremo aspettare qualche settimana, non solo perchè i luoghi chiusi favoriscono il contagio, ma anche perché le sale dovranno essere opportunamente attrezzate. Per quanto gli operatori del settore non vedano l’ora di poter riprendere le proiezioni cinematografiche, ci rendiamo conto che, visto il perdurare del contagio, per alcuni comparti economici la ripresa comporta qualche difficoltà in più. Proprio per questo motivo, dopo avere fatto una scorpacciata di produzioni originali e non, tra film e serie TV fruite sul piccolo schermo, la possibilità di godere del grande schermo e del fascino della sala cinematografica ci consentirà di appagare il bisogno delle nuove produzioni per il cinema, le cui uscite sono state rimandate a causa del Coronavirus. Cercheremo di portare il nostro contributo anche ad un settore che, visto il perdurare del periodo di chiusura, è e sarà ancora più sofferente rispetto ad altri.
E allora usciamo in moto, andiamo in fumetteria, rechiamoci presso i negozi specializzati in tecnologia per sostituire il nostro vecchio computer che ormai ci ha lasciato, ma facciamolo sempre in sicurezza, seguendo quelle semplici regole basilari che ci mettono a riparo dal contagio- Manteniamo sempre alta l’attenzione verso il nostro prossimo. Che si tratti di un amico di vecchia data, oppure dello sconosciuto che si aggira tra gli scaffali pieni di fumetti di una libreria specializzata o tra le moto parcheggiate nel piazzale Dove tipicamente incontriamo gli amici motociclisti per una galoppata in sella alle due ruote, raccomandiamo la massima prudenza.
Ricordiamoci sempre che l’uso delle mascherine, il distanziamento sociale e l’igiene delle mani, che vanno lavate e/o disinfettare spesso, sono tutte misure facili da adottare, che ci consento di evitare i rischi del contagio senza penalizzare le nostre passioni. L’attenzione che prestiamo quotidianamente eviterà il più possibile il divampare di nuovi focolai di infezione, che potrebbero portare a nuove chiusure e che non farebbero bene alla salute delle persone, alla ripresa economica, alla possibilità di vivere le nostre passioni con sempre maggiore tranquillità e libertà.
– Pubblicato il 19 aprile –
2020 – Tutto sta cambiando, anche il modo di vivere le nostre passioni
Maggio 2020, siamo entrati nel terzo mese di convivenza con la pandemia dovuta al virus Covid-19, comunemente chiamato Coronavirus, una presenza invisibile che sta profondamente cambiando il mondo e tutti gli aspetti della nostra vita.
Oltre agli effetti in ambito sanitario, che ogni giorno ci mettono davanti i numeri del contagio e la tragedia dei decessi, oltre alle preoccupazioni per gli effetti a breve, medio e lungo termine sull’economia, sull’occupazione e sullo stile di vita delle persone in tutto il mondo, tutto questo sta modificando il nostro modo di “vivere” le nostre passioni.
In questo momento non è ancora possibile incontrare gli amici e le persone care, con cui siamo soliti condividere i nostri desideri e con cui pratichiamo tutte quella attività che stimolano il nostro interesse, donandoci momenti di puro piacere ludico.
In questo momento di emergenza molte delle attività che da sempre ci consentono di ritagliarci uno spazio tutto nostro, allontanando lo stress ed i ritmi della quotidianità, ci sono precluse.
E così non ci è possibile trascorrere una serata in compagnia degli amici per mangiare una pizza e poi andare al cinema a vedere quel film che aspettavamo da tempo.
Non ci è possibile fare uscire la moto dal box o dal giardino di casa, per un’uscita fatta di adrenalina, velocità (moderata), aperitivo da consumare lungo la strada con gli amici del nostro gruppo di motociclisti, di nuovi e vecchi incontri, di battute, di tavolate spensierate, che ci consentono di rifocillarci dopo una cavalcata in sella alla nostra amata due ruote.
Oggi è diventato più difficile “vivere” la ricerca di un buon libro o di un fumetto da acquistare, magari dopo avere sentito il parere del libraio di fiducia che consiglia un nuovo autore o una nuova serie scritta e disegnata da fumettisti che non conosci.
Non ci si può ancora recare dal nostro amico smanettone, appassionato di tecnologia per farci sistemare il computer “impallato”, sorseggiando nel frattempo un buon caffè od una birra, mentre ci si fa quattro risate.
Tutti noi ci stiamo chiedendo, ormai da tre mesi, quando potremo tornare a fare tute quelle cose che ci fanno stare bene e che ci mancano tanto.
L’incertezza e l’impossibilità di fare previsioni sui tempi della futura riapertura, della fine del lockdown, ci riportano costantemente ad una dimensione più intimistica e personale, facendoci vivere la nostra vita giorno per giorno, in costante attesa di potere timidamente tornare ad uscire. Uscire in moto, uscire per andare a vedere un film al cinema, per andare ad acquistare i nostri fumetti, per andare a comprare l’ultimo gadget tecnologico, insomma per tornare a vivere, almeno in parte, quella vita che questo nemico invisibile ci ha costretto a ridimensionare.
Ma ormai è chiaro: con il Coronavirus dovremo conviverci.
Lo dicono tutti. Gli esperti, gli scienziati, i rappresentati delle autorità.
Sappiamo con certezza che non sarà un periodo breve, né una convivenza facile.
Quando sarà il momento, dovremo abituarci ad andare a vedere un film nelle sale cinematografiche opportunamente attrezzate per garantire la distanza tra una persona e l’altra, magari con un sistema di prenotazione che garantirà di potere accedere alla sala soltanto ad un numero prestabilito di spettatori.
Oppure potremo finalmente risalire in sella alla moto per un breve giro, non allontanandoci dalla nostra provincia/regione, rientrando a casa per il pranzo, spostandoci soltanto in due o tre e facendo soltanto delle brevi soste per fare rifornimento di carburante e magari prendere un caffè, sempre restando a debita distanza.
Forse potremo recarci in libreria oppure in fumetteria per acquistare qualche volume o qualche albo, magari prenotandolo prima, in modo da non doverci trattenere più del necessario, per dare modo ad altri di potere entrare e ritirare il proprio ordine e trascorrere leggendo il tanto tempo libero.
Un’altra certezza che abbiamo è che, almeno per il momento, la nostra socialità dovrà continuare ad essere limitata. I motociclisti si limiteranno a scambiarsi il classico saluto quando torneranno ad incrociarsi lungo la strada, senza però fermarsi ad uno dei punti di ritrovo comunemente frequentati. L’amico smanettone ci darà una mano a sistemare i danni al computer, ma a distanza. Il libraio di fiducia, che da anni ci consiglia e ci aiuta a scegliere le nostre letture preferite, potrà anche lui darci i suoi suggerimenti a distanza, scambiando un cenno di saluto quando ci recheremo presso il suo negozio.
Come tutti i momenti difficili che l’umanità ha vissuto in passato e che dovrà continuare ad affrontare in futuro, anche il periodo del Coronavirus passerà.
Speriamo che, grazie al rispetto delle regole a salvaguardia della propria salute e di quella degli altri, oltre che all’impegno di scienziati e ricercatori, dei medici che lottano in prima linea e dei governi, questa emergenza passi il prima possibile, lasciandosi alla spalle non soltanto dolore, sofferenza e morte, ma anche la consapevolezza che nella “ricostruzione” bisognerà impegnarci tutti, con un rinnovato senso di unità.
Un vero e proprio senso di vicinanza, che ci consentirà non soltanto di tornare a vivere a pieno le nostre passioni preferite, ma anche di guardarci indietro con la consapevolezza che dobbiamo pensare a coloro che avranno maggiore difficoltà a rialzarsi, a riprendere in mano la propria vita, oltre alla propria attività lavorativa.
Stiamo vicini a quelle piccole attività che, già prima della pandemia, facevano fatica ad andare avanti. Facciamo sentire ai nostri amici librai, meccanici, tecnici dei centri assistenza, baristi e ristoratori amici dei motociclisti e non solo , che nel nostro piccolo possiamo dare loro una mano. Che la speranza non arriva soltanto dallo stato, che pure deve mettere in atto tutte le misure per consentire loro di ripartire.
Tutto questo contribuirà a fare uscire il nostro paese, il nostro continente ed il mondo intero da questo momento di enorme difficoltà e ci accompagnerà verso la ripresa di quei rapporti sociali che non sono sopiti o finiti, ma che oggi vengono soltanto vissuti in modo diverso.
Ove possibile, per quelle attività che hanno già avuto l’opportunità di riaprire (come ad esempio le librerie) o che ripartiranno man mano che avranno il via libera dal governo, cerchiamo di supportarle sin d’ora, in modo diverso, a distanza, ordinando presso di loro ciò che appaga la nostra passione.
Ci auguriamo che tutti i governi possano mettere in campo l’impulso necessario non solo ad aiutare la ripresa, ma a rendere migliore questo mondo che è fatto dalle persone, per le persone, che vivono di desideri e passioni che hanno bisogno di essere alimentate per farci sentire vivi.

