Apriamo i post di Tecnoarea con un argomento che ci sta particolarmente a cuore.
Come appassionati di tecnologia, siamo consapevoli che ogni nuovo modello di smartphone, di computer, di TV e più in generale di elettronica di consumo è destinato nel giro di pochi anni a diventare un rifiuto tecnologico (RAEE – Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche).
Il mercato dell’elettronica di consumo produce sempre nuovi brevetti ed innovazione dei sistemi hardware, al fine di garantire alle aziende produttrici fatturati capaci di restare più o meno in attivo, allontanando il più possibile il rischio di contrazioni delle vendite e quindi di crisi.
Il conseguimento di obiettivi economici sempre più elevati e la costante competizione tra i produttori per immettere sul mercato nuovi apparati, capaci di scavalcare nelle vendite quelli prodotti dalla concorrenza, non fa altro che alimentare nelle persone il bisogno di acquistare nuovi gadget tecnologici, anche quando quelli di cui dispone possono continuare a funzionare.
Le novità costantemente introdotte in campo tecnologico sono uno stimolo alla sostituzione dei sistemi più datati. Ma si tratta di funzionalità ed innovazioni di cui realmente non si può fare a meno? Oppure ci si trova di fronte ad un bisogno indotto dalla pubblicità e dal marketing, che spinge le persone a desiderare un prodotto tecnologico di ultima generazione anche quando questo non introduce quel tipo di innovazione capace di migliorare la nostra vita?
Uno smartphone di ultima generazione consente al suo utilizzatore di effettuare operazioni nuove e realmente capaci di portare un reale beneficio a coloro che lo acquistano?
Se ci soffermassimo un momento a riflettere in maniera lucida e distaccata su questo quesito, probabilmente la maggior parte di noi risponderebbe che effettivamente tra un modello di generazione 6 e quello di generazione 8 non c’è tutta questa differenza di utilizzo.
La risposta poi ha sempre una componente soggettiva.
A chi piace scattare foto con lo smartphone, da condividere con i propri amici, una fotocamera migliore o il software capace di ottimizzare gli scatti, possono essere un incentivo al cambio dell’apparato. Al contempo potrebbe non essere così interessato ad altre funzionalità introdotte nell’ultima versione del gadget tecnologico preferito.
Pertanto ciascuno di noi viene invogliato a sostituire il proprio smartphone in base al modo in cui pensiamo di utilizzarlo.
Chi ama effettuare scatti con qualsiasi condizione di luce, senza doversi preoccupare che un temporale possa bagnare e danneggiare il proprio telefono, si farà sicuramente accarezzare dal pensiero di mettere le mani sull’ultimissimo modello, capace di scattare fotografie nitide anche di notte e di resistere all’acqua.
Ed il modello precedente? Le fotografie scattate con l’apparato più “vecchio” sono veramente meno belle? E l’attenzione alla protezione del dispositivo, sinora prestata al momento di effettuare scatti sotto la pioggia, non può essere mantenuta?
Nel momento in cui pensiamo di sostituire i nostri apparati tecnologici, dovremmo soffermarci a riflettere su questi aspetti, in quanto l’appagamento dei nostri desideri produce inevitabilmente la dismissione di prodotti che finiscono per diventare rifiuti tecnologici che, se smaltiti in modo scorretto, sono altamente inquinanti.
Pur aspettando con una certa trepidazione la presentazione e la commercializzazione delle ultime innovazioni tecnologiche, riteniamo che sia responsabilità di tutti noi cercare di coniugare in maniera efficace le esigenze del mercato, le aspettative economiche dei produttori, le opportunità di lavoro di tutta la filiera e la soddisfazione dei bisogni dei consumatori, con un utilizzo corretto dei prodotti tecnologici, preservando anche e soprattutto l’ambiente in cui viviamo.

