Nel 2005 Steven Spielberg ha diretto il remake dell’omonimo film del 1953, portando sul grande schermo una pellicola appartenente al genere fantascientifico/catastrofico che, al contrario di quanto raccontato in ET (diretto dal regista ed uscito nelle sale nel 1982), vede gli extraterrestri come invasori, capaci di un attacco al nostro pianeta tanto distruttivo quanto brutale.
Nella Guerra dei Mondi, gli alieni vengono presentati come una razza conquistatrice, che da tempo immemorabile ha piantato i semi per un’invasione del pianeta terra, non basata sulla mera colonizzazione, bensì sullo sterminio della razza umana.
Quando la minaccia si manifesta in varie parti del mondo, Ray (Tom Cruise), la figlia Rachel (Dakota Fanning) ed il figlio Robin (Justin Chatwin) cercheranno di mettersi in salvo, iniziando una fuga che li vedrà schivare una serie di minacce così catastrofiche che, soltanto per caso, non porteranno al più tragico degli epiloghi per i membri della famiglia Ferrier in fuga.
Una fuga a perdifiato da una minaccia così grande che non può essere affrontata e che neppure la più grande forza militare del nostro mondo è in grado di contrastare.
Il film ha un impatto visivo capace di tenere incollati gli spettatori al divano, con scene di distruzione totale e con momenti di suspance, capaci di creare un vero e proprio stato di ansia per le sorti dei protagonisti e non solo.
Tutti i profughi sono protagonisti di questa immane tragedia, tutti vengono accomunati da quel senso di ineluttabilità riguardo al proprio destino, poichè non esiste un luogo sicuro dove nascondersi e non esiste (forse) un modo per difendersi e per contrastare questa minaccia totale.
L’unica cosa che resta da fare è continuare a muoversi, almeno fino al prossimo incontro con le forze dell’invasore alieno.
Nella storia raccontata nel film di Spielberg, il pianeta Terra ed i suoi abitanti possono essere paragonati ad un organismo vivente che, attaccato da un parassita, deve combattere per non soccombere. Un organismo che in preda alla febbre ed al delirio, può soltanto sperare che gli anticorpi siano così resistenti, da contrastare ed alla fine espellere quel “corpo estraneo” così devastante da mettere a rischio la sopravvivenza del genere umano e della sua casa.
Candidato a diversi Oscar nel 2006, tra i diversi riconoscimenti ottenuti dalla pellicola ci piace menzionare quello ottenuto da Dakota Fanning come miglior giovane attrice e miglior attrice emergente.

