La pandemia di Covid-19 ha, tra le altre implicazioni, messo in evidenza le differenze tra cittadini, tra coloro che sono più avvantaggiati e coloro che per condizioni economiche, per stato sociale, per collocazione geografica stentano a stare al passo o addirittura restano fermi.
Da un punto di vista dell’accesso alle nuove tecnologie, il divario tra le varie zone del paese è ancora ampio. Le zone più popolose come le grandi città del centro nord sono servite dalla fibra ottica, anche se si evidenziano aree non ancora adeguatamente servite dall’accesso ad internet.
Non è inusuale infatti trovare dei quartieri di grandi città non ancora raggiunti non soltanto dalla fibra ottica, ma addirittura dalla più datata e meno performante ADSL.
In alcuni casi si assiste ancora all’assurda suddivisione tra i due lati di una stessa via. Uno servito dall’accesso alla rete telefonica ed a quella dati, ’altro totalmente isolato, quasi come se fosse in un altro luogo o in un altro tempo.
Nel centro sud la situazione peggiora, in quanto l’infrastruttura preesistente ha sempre subito ritardi nell’adeguamento, raggiunto soltanto non in minima parte. Anche il territorio e la frammentazione delle aree urbane in tanti piccoli centri (cittadine e paesi) favoriscono una dispersione degli interventi di ammodernamento e/o di realizzazione del servizio di fornitura di linee dati adeguate.
L’adeguatezza o l’inadeguatezza dell’accesso alla rete internet, che consenta di continuare a studiare e lavorare a distanza, sono fattori che contribuiscono a marcare la differenza tra i cittadini; tra coloro che possono e coloro che non possono, tra i fortunati e gli svantaggiati, tra chi ha la possibilità di adoperarsi per accedere ad una pluralità di informazioni e di servizi e coloro che invece sono tagliati fuori.
Se si desidera verificare su una mappa lo stato dell’accesso ad Internet in Italia, AGCOM ha creato una banca dati attraverso la quale è possibile consultare le mappe per analizzare lo stato di sviluppo dell’accesso ad Internet al singolo indirizzo, potendo fare una comparativa sulle diverse tecnologie e velocità. La banca datiè resa disponibile in forma di mappa all’indirizzo https://maps.agcom.it/

Il Covid-19 ha imposto nuovi modi di svolgere la propria attività lavorativa, nuovi metodi di studio, nuovi sistemi per mantenere i contatti con persone lontane o con affetti vicini, ma allontanati forzatamente dai propri cari e dai propri amici a causa della malattia. Questo è vero per coloro che hanno la possibilità di utilizzare le tecnologie informatiche e soprattutto l’accesso ad Internet.
Ma coloro che invece non hanno la possibilità di accedere a questi servizi, che non sanno se e quando verranno raggiunti da una connettività capace di supportare le proprie esigenze di lavoro, di studio, di contatto come possono migliorare una situazione già precaria e resa ancora più difficile e pesante dalla pandemia?
Il bonus per acquistare computer e tablet può aiutare, se indirizzato correttamene e se il diritto di usufruire di un aiuto per dotarsi di questi strumenti si concretizza in un accesso veloce a voucher o rimborsi. Anche l’attivazione di un servizio di connettività può beneficiare del bonus statale, fatto salvo che la propria abitazione o la propria attività sia stata raggiunta dai servizi a banda larga.
In caso contrario il bonus diventa “inutile”.
Tra i problemi che gli “svantaggiati” del digital divide, di quel divario digitale che li separa dai propri concittadini che più o meno da quando esiste l’accesso ad Internet in Italia hanno potuto beneficiare dai vantaggi che la rete ha da offrire, ci sono le offerte di telefonia/connettività che non sempre tengono conto degli impedimenti dell’infrastruttura tecnologica disponibile in una data zona.
A volte ci si trova ad richiedere un servizio che in teoria offre la connettività fino a 30 Mbps nominali, per poi scoprire soltanto al momento dell’installazione che in realtà la velocità di connessione è estremamente più bassa (ad esempio 6 Mbps). E questo quando va bene. I problemi non sono soltanto legati alla distanza dalla centrale di zona ed alla conseguente dispersione che abbatte le performance in maniera importante. Ci sono casi in cui sono le cabine su strada, che servono porzioni di vie, oppure le varie aree di un quartiere sono anch’esse troppo distanti perché la connettività raggiunga una soglia minimamente soddisfacente di velocità di connessione. Ci sono casi in cui la velocità si abbatte drasticamente e non raggiungerà mai i 2 Mbps, fintanto che non verrà adeguata quella porzione di rete.
Da qualche tempo, dopo alcuni tentativi condotti con poco successo da alcune aziende nel campo della connettività satellitare, questo tipo di connettività è diventata un’alternativa per tutti coloro che vivono in zone che ancora sono soggette al digital divide.
La connessione tramite segnale satellitare consente di colmare questo gap e di poter beneficiare dell’accesso alla rete così importante, soprattutto in questo particolare momento storico.
Per tanti alunni delle scuole di ogni ordine e grado ha significato poter continuare a studiare, soprattutto quando la didattica in presenza era impossibile da attuare.
Per molte persone ha significato poter operare in regime di smart working e per coloro che si sono trovati in difficoltà lavorative provocate dalla pandemia ha significato elaborare ed attuare nuove modalità per sviluppare ed implementare la propria attività o per apportare cambiamenti a progetti lavorativi già in essere. Per più di qualcuno l’utilizzo delle tecnologie informatiche e dell’accesso alla rete internet, unitamente alla capacità di guardare al cambiamento repentino come ad un’opportunità, ha fatto la differenza tra il restare senza reddito ed il potere continuare a lavorare o addirittura l’ideare una nuova professione.
Si sente sempre più parlare di come investire i fondi europei del Recovery Fund e di come la digitalizzazione del paese sia uno dei cardini su cui far ruotare la ripresa del paese, in questo momento così difficile.
Forse bisognerebbe adottare un approccio a più livelli, che preveda investimenti importanti in nuove tecnologie e nell’ammodernamento delle infrastrutture esistenti, ma che raggiunga soprattutto l’obiettivo finale che consiste nel collegare tutti i privati e tutte le aziende alla rete Internet in maniera efficiente ed efficace. A pilotare la digitalizzazione ci dovrebbe essere lo scopo ultimo di fare arrivare a tutte le abitazioni ed a tutte le attività economiche del paese l’accesso ad Internet a banda larga, senza lasciare indietro nessuno, senza che le zone più lontane, più depresse restino ancora una volta tali.

