Riflessioni, considerazioni, sconforto, proteste, prese di posizione e tante idee. Gli appassionati di fumetti si confrontanto sull’aumento dei prezzi!
La notizia di un nuovo aumento dei prezzi da parte di Panini Comics ha acceso il dibattito tra i fan dei comics, dei manga e più in generale dei fumetti editi dalla famosa azienda delle figurine de calciatori.
E’ notizia di pochi giorni fa, Panini ha deciso di aumentare i prezzi, già a partire dai prossimi mesi. I rincari coinvolgeranno un certo numero delle pubblicazioni della casa editrice di Modena, che li aveva applicati per l’ultima volta nel mese di gennaio del 2020.
In quella occasione il popolo dei lettori dei fumetti era insorto non soltanto per l’aumento dei prezzi, ma anche perché i suddetti rincari erano stati applicati soprattutto agli spillati, che per molti collezionisti rappresentano un valore effettivo nell’economia della propria passione per i fumetti.
Allora si trattò certo di un duro colpo, difficile da mandare giù. A detta di molti lettori, che hanno manifestato il proprio pensiero sui social network e nei commenti di siti e blog specializzati, la scelta attuata da Panini ha portato ad un’importante riduzione degli acquisti di testate.
La scelta di ridurre in maniera considerevole il numero di pubblicazioni acquistate ogni mese ha avuto come effetto il progressivo disamoramento da parte di un certo numero appassionati, che hanno visto scemare alcuni di quegli aspetti che rendono la lettura dei fumetti non soltanto un piacere ma anche un modo per sentirsi parte di un mondo fatto di collezioni, scambi, compra vendita dell’usato, confronti e discussioni su internet, storie costruite in anni e decenni di acquisto, lettura e “accumulo” seriale delle testate a fumetti più amate.
Messa in questi termini, i conti non sembrano tornare, visto che nell’ultimo anno la vendita di fumetti ha avuto un vero e proprio boom.
Al di la delle statistiche di vendita, l’impennata delle vendite è probabilmente dovuta in buona misura alla pandemia da Covid 19, che ha costretto e costringe molte persone a stare in casa.
Ciò che è certo è che il mercato è cambiato e sta continuando a mutare.
Panini SpA è un’azienda che ha investito moltissimo nel mondo del fumetto, diventando di fatto negli anni, il punto di riferimento in Italia per molta della produzione internazionale e sicuramente di moltissima di quella nazionale.
Oltre a detenere i diritti di pubblicazione delle testate delle due major americane dei comics (Marvel e DC Comics), la casa editrice ha nel tempo incrementato il numero di proposte, che spaziano dalle varie tipologie di manga, al fumetto umoristico, ai graphic novel.
Più un’azienda si espande e diventa grande, maggiori sono gli investimenti ed i rischi imprenditoriali.
L’operazione che ha portato l’intero parco testate prodotte dalla DC Comics in seno alle proposte editoriali a marchio Panini Comics è stato un tassello importante nella strategia di espansione delle sue diverse linee editoriali.
Potere attingere all’universo superoistico di Superman, Batman e soci, proponendo ai lettori italiani le serie in corso di narrazione e riproponendo vecchie storie, potendo confezionare prodotti di qualità sia nella versione dei volumi pregiati, che in veste più economica, significa sicuramente avere moltissime frecce al proprio arco per differenziare ed accrescere il numero dei lettori e quindi per incrementare le vendite.
Ma un investimento di questo tipo ha sicuramente anche il risvolto della medaglia.
Una volta conclusa l’operazione atta a portare sotto il proprio marchio i comics DC, l’incremento dei costi sostenuti da Panini ha richiesto l’inevitabile aumento dei prezzi e probabilmente la ricerca di formule più adeguate sia al mantenimento di standard di produzione, sia a dare risposte più vicine alla sensibilità del mercato. Quest’ultimo è eterogeneo e costituito da tante anime diverse tra loro.

Ad accomunare tutti i lettori di fumetti è sicuramente la passione per la nona arte in tutti i suoi aspetti.
Ciascun lettore ha poi il proprio gusto, la propria sensibilità ed il proprio background. Anche l’età di ciascun appassionato svolge un ruolo importante nel creare e ricreare un mercato a nostro avviso assai fluido.
I lettori “anziani”, i pluri cinquantenni di oggi, che sono cresciuti a pane ed Editoriale Corno prima e che poi hanno ricominciato a leggere i supereroi Marvel con l’avvento della Star Comics, sono orgogliosi della propria collezione di spillati e brossurati, che gli hanno consentito di accumulare un affresco di storie e personaggi che si muovono all’interno della continuity create in decenni di produzioni della Casa delle Idee.
I più giovani, che si sono avvicinati ai comics di Spider-Man, Avengers & company e sono diventati fan dell’universo Marvel grazie alle produzioni cinematografiche di Sony prima (ad esempio con la trilogia dei film di Spider-Man diretta da Sam Raimi) e poi con il Marvel Cinematic Universe dei Marvel Studios, hanno iniziato ad acquistare le serie in formato spillato e poi i volumi brossurati, gli omnibus con cui hanno potuto recuperare molte delle storie più datate.
Tra i due estremi troviamo tutti quei lettori di fumetti che hanno sviluppato la propria passione attraverso le letture di genitori, fratelli, zii, cugini ed amici. Molti hanno iniziato con i manga, restando legati alle sole produzioni del Sol Levante, altri hanno iniziato a spaziare un po’ ovunque approcciando alle produzioni a stelle e strisce, al fumetto d’autore alle testate popolari del bel paese, prime tra tutti quelle edite dalla Sergio Bonelli Editore.
Spesso le anime che alimentano questa passione si intrecciano in un caleidoscopio che passa anche per la scelta di iniziare a leggere produzioni o “conversioni” di fumetti in formato digitale.
Di per se il fumetto come i libri rappresentano un media legato a doppio filo al supporto cartaceo, oggi definito analogico in contrapposizione a quello digitale e pertanto ancora per parecchio tempo sarà necessario stampare le tavole su carta, utilizzando materiali e tecniche che richiedono l’implementazione di precise politiche industriali.
Lungi da noi il voler cercare a tutti i costi di interpretare le politiche aziendali e commerciali di una qualsiasi realtà imprenditoriale nostrana o straniera, per dare poi un giudizio, in questa lunga premessa abbiamo voluto riassumere quanto si è verificato sinora nell’ambito dell’attività di un’azienda che, come abbiamo sottolineato, è da anni un punto di riferimento per tutti i lettori di fumetti in Italia.
Alla notizia dei suddetti aumenti previsti, abbiamo anche cercato di riassumere gli umori espressi in giro per la rete internet, come anche nell’ambito dei clienti delle fumetterie, al fine di comprendere cosa sta accadendo e dove ci porterà la strada intrapresa dal settore del fumetto.
Un fatto è certo, i prezzi dei fumetti sono destinati a salire a causa di vari fattori concomitanti.
Sono mesi che tutti noi appassionati siamo a conoscenza delle difficoltà di reperimento delle materie prime, prima fra tutte la carta.

Tutti i settori economici sono interessati da questa problematica, aggravata sicuramente dalla pandemia in corso. La produzione di questi beni necessari alla realizzazione di altri prodotti si è ridotta, in quanto le aziende non riescono a stare al passo con le richieste. La scarsità di personale che opera all’interno delle realtà che producono le materie prime è uno dei fattori, ma non l’unico.
Tutti i comparti della filiera, dai trasporti alla logistica sono interessati dalle difficoltà innescate dal Covid 19.
Come descritto sopra il mercato dei fumetti non è il solo ad essere in sofferenza. Pensiamo alla difficoltà nel reperimento del grano, che ha fatto schizzare alle stelle il suo costo. Le aziende che producono pasta, ad esempio, hanno dovuto innalzare il prezzo del prodotto finito e venduto alla grande distribuzione, che a sua volta ha dovuto aumentare quello delle confezioni che troviamo sugli scaffali del supermercato. In questo caso ci troviamo di fronte ad un bene alimentare e quindi di prima necessità, che come tale rappresenta qualcosa a cui non si può rinunciare.
Ci aspettiamo a breve che anche altre case editrici seguano quanto già annunciato da Panini, praticando la politica dei rincari, ciascuna a modo proprio, in base alle proprie esigenze ed alle proprie scelte aziendali e commerciali.
E quindi come si comporteranno i lettori/collezionisti di fumetti?
Se il prezzo della pasta è aumentato, insieme a quello degli altri beni alimentari, quali saranno i tagli alle spese che i cittadini italiani e non solo si troveranno a dover affrontare per primi?
La passione per qualcosa, come lo sport, lo svago, il divertimento, la cultura, ecc., rappresenta un costo che, in un momento storico come quello che stiamo affrontando, purtroppo è il primo a venire tagliato.
Al di là del disappunto per gli aumenti che subiscono gli albi o i volumi delle serie a cui siamo affezionati, al di la del moto di protesta verso questa o quella casa editrice, “colpevole” di avere imposto prezzi che possono essere considerati eccessivi per il tipo di prodotto offerto e per il modo in cui questo viene confezionato (tipo di carta, dimensioni, numero di pagine, ecc.), crediamo che tutti gli editori nessuno escluso dovrà confrontarsi con il problema del calo delle vendite dovuto all’aumento dei prezzi.
E’ vero che la passione porta gli acquirenti a passare sopra le temporanee lamentele per scelte che a caldo sembrano incomprensibili e riconducibili esclusivamente all’esclusiva ricerca di un maggiore profitto, ma è altrettanto vero che in tutti i settori ai nuovi aumenti dei prezzi corrisponde un numero sempre maggiore di persone che iniziano a contrarre le spese per cercare di mantenere vive le proprie passioni. In molti casi la riduzione costante del numero di letture a fumetti porta alla scelta, spesso obbligata, di sospendere a tempo indeterminato il loro acquisto e quindi la loro fruizione.
Spesso la scelta è ovviamente già fatta, in quanto molte persone non possono neanche scegliere. Le sole spese necessarie (alimenti, salute, bollette, studio, vestiario, mutuo o affitto, ecc.) sono le uniche che possono permettersi.
Tutti noi, consumatori ed aziende dobbiamo fare i conti anche con altri fattori economici che si innestano sulle problematiche legate al Covid, anche se non sono strettamente legate ad esso. L’aumento dei prezzi dei carburanti e dell’energia sono soltanto alcune delle motivazioni che vanno ad impattare sulla filiera produttiva, concorrendo agli aumenti dei prezzi.
E allora cosa si può fare per cercare di far fronte ad una situazione che si preannuncia difficile e non soltanto per la produzione e la fruizione dei nostri amati fumetti?
Non esiste una ricetta unica, un unico modo di affrontare e superare un momento di crisi come quello che stiamo vivendo.
Le aziende non possono basarsi soltanto sulla capacità di spesa di quelle famiglie che hanno la possibilità di acquistare sia i beni ed i servizi di prima necessità che quelli “superflui”. Tralasciando i beni di lusso, il mercato di riferimento è quello che coinvolge la maggior parte dei consumatori e pertanto è necessario adeguare le politiche commerciali per non tagliare fuori la stragrande maggioranza della propria clientela.
Non sono pochi i consumatori che si rendono conto della situazione facendo proprie le difficoltà che attraversano le imprese. Molti di loro lavorano in aziende private, hanno la possibilità di toccare con mano quanto sta accedendo, conoscono le dinamiche del mercato e pertanto sono in grado di comprendere che le responsabilità non sono da imputare alla volontà degli imprenditori di speculare sulla situazione contingente.
Il circuito che vede ai due poli le imprese ed i consumatori dovrebbe essere funzionale per fare continuare a fare girare la macchina della domanda e dell’offerta. E’ vero che il consumatore avverte la necessità di acquistare i beni prodotti da un’azienda, in modo da soddisfare i propri bisogni. E’ altrettanto vero che se il prodotto non viene acquistato o non soddisfa le aspettative di vendita, l’azienda ha comunque perso in termini di ricavi e questo genera un cortocircuito nel circolo virtuoso che vede l’azienda ed il consumatore legati a doppio filo. Questo concetto si applica a tutti i settori economici e quindi anche alla produzione e vendita dei fumetti.
Questa osservazione, seppur “banale”, dovrebbe essere tenuta in grande considerazione sia dalle case editrici che dai lettori.
Per comprendere meglio le implicazioni dell’aumento dei prezzi di copertina annunciati da Panini, abbiamo scandagliato i social network ed abbiamo colto le idee e le eventuali proposte avanzate dagli utenti che, al di là dello sconcerto per i rincari annunciati, hanno uno scambio di opinioni costante che ha prodotto una serie di idee.
Cerchiamo di condensarle di seguito.
Diversi utenti della rete internet appassionati di fumetti non si preoccupano del problema. Adottano un approccio pragmatico: puoi permetterti l’acquisto dei fumetti? Se la risposta è affermativa allora continua a comprarli. Se non ti è più possibile continuare ad acquistarli non farlo. Nessuno ti obbliga a comprare qualcosa.
Di altro avviso sono soprattutto i più giovani, che chiedono un utilizzo maggiore del formato digitale. Questa soluzione diventa naturale per i ragazzi che sono abituati a fruire del prodotto erogato da piattaforme di media streaming e viene proposta sia per diminuire drasticamente i costi, che per ridurre l’impatto ambientale generato dall’utilizzo della carta. Sicuramente i prezzi dei fumetti fruiti in formato digitale verrebbero drasticamente ridimensionati, anche attraverso l’adozione di pacchetti di abbonamenti che possano andare incontro alle necessità dei lettori.
Questa soluzione è già disponibile, anche se il mantenimento delle piattaforme ha comunque un costo di non poco conto, vista la necessità di assicurare che i contenuti possano essere erogati con continuità ed in sicurezza. Marvel Unlimited ad esempio è una piattaforma ormai collaudata, anche se disponibile soltanto in lingua inglese.
Dal punto di vista dell’impatto ambientale poi, le case editrici stanno utilizzando un volume crescente di carta riciclata.
Bisogna tenere in considerazione che il formato digitale, per potere essere erogato e fruito, necessita di una grande quantità di energia elettrica e pertanto torniamo ai temi dibattuti riguardo all’aumento dei costi dell’energia, che imporrebbero comunque dei costi non proprio bassi sia per gli abbonamenti che per l’acquisto una tantum.
Per quanto riguarda l’attenzione all’ambiente poi, le piattaforme digitali non sono ad impatto zero. Ad esempio nel momento in cui si fruisce di contenuti on demand, il device che interroga il server da cui viene scaricata la copia digitale consuma energia ed altrettanto fanno gli apparati di rete dell’infrastruttura IT e le macchine che ospitano i contenuti.

Per coloro che invece vedono nella carta stampata l’unica possibile forma di pubblicazione dei prodotti annoverati alla nona arte, la problematica assume molteplici aspetti, ciascuno dei quali legato alla propria sensibilità.
Per ridurre i costi di produzione di un parco testate così ampio, un’azienda come Panini dovrebbe sacrificare parte della propria produzione ed ottimizzare quella su cui intende puntare, almeno finché non si normalizza la situazione relativa all’approvvigionamento delle materie prime ed ai rincari dei prezzi di beni e servizi essenziali per la realizzazione ed il confezionamento dei propri prodotti.
In questo senso, coloro che non hanno alle spalle anni o decenni di collezionismo legato alla serialità delle testate propendono per l’eliminazione degli spillati, favorendo invece la raccolta in volumi prodotti in un formato che mantenga inalterata la qualità della carta e della stampa, senza però ricorrere ad una serie di “orpelli” come la sovracopertina.
Inoltre la realizzazione di uno stesso prodotto in formati diversi, con le versioni “preziose” dedicate ai lettori che desiderano avere in libreria la versione più bella, toglie risorse alla stampa di spillati o brossurati da dedicare a contenuti originali. Anche la pubblicazione delle edizioni variant alimenta lo “spreco” di materia prima.

Molti lettori chiedono quindi la revisione della politica editoriale e commerciale, in modo da liberare risorse che consentano non soltanto la pubblicazione del materiale originale che, a causa di una possibile futura contrazione delle vendite, verrebbe in parte sacrificato, ma anche per mantenere i prezzi al livello attuale.
Chi invece ha sempre puntato maggiormente sugli spillati e non intende rinunciare alla serialità delle uscite, vede nei volumi uno spreco di carta se sono destinati a proporre in formati diversi le stesse storie. Sono favorevoli alla pubblicazione delle ristampe in un unico formato.
Tra i delusi dalla notizia dei rincari, ci sono coloro che non hanno ancora digerito gli aumenti applicati a gennaio del 2020. La proposta che giunge da questa ampia fetta di utenti consiste nel sacrificare le ristampe e nell’eliminare le versioni di “lusso”, pensate per coloro che hanno una maggiore disponibilità economica.
Anche l’utilizzo di un diverso tipo di carta, l’eliminazione della patina lucida sono proposte che vengono da coloro che proprio non sopportano gli aumenti e che desiderano continuare a leggere i propri fumetti preferiti.
Il confronto tra i lettori è serrato.
Sicuramente emerge la comprensione per gli aumenti dei prezzi e la valutazione positiva della comunicazione data da Panini, che questa volta è riuscita a lavorare di anticipo, evitando gli strali degli appassionati.
Si coglie ovviamente il disappunto di molti che, non tanto per il rifiuto a priori dei nuovi rincari, quanto per una reale difficoltà nel continuare a mantenere lo stesso livello di spesa sinora sostenuto per alimentare la propria passione, stanno pensando a ridurre il numero dei fumetti da acquistare o a rinunciare completamente alla loro lettura.
Al di la delle lamentele i lettori cercano di dare una risposta al problema, proponendo ciascuno la propria soluzione.
A nostro avviso è necessario ideare strategie di contenimento dei prezzi, in quanto nella situazione attuale gli aumenti non fanno bene alle tasche dei consumatori e tantomeno al fatturato delle aziende.
Le modalità più efficaci per rispondere alle esigenze dei consumatori vanno trovate anche ascoltando le idee che provengono dai propri clienti, cercando il più possibile di trovare la quadra e per cercare il più possibile di non lasciare indietro fette di mercato. Questo obiettivo può essere raggiunto attraverso un approccio condiviso che consenta ad editori e lettori di attraversare insieme le difficoltà del periodo che stiamo vivendo.
Del resto il fumetto è stato concepito come forma di intrattenimento popolare, la cui diffusione dovesse essere la più ampia possibile. Pensiamo a quando gli editori dei quotidiani pubblicavano le strisce a fumetti come parte della loro proposta di intrattenimento dedicata ai propri lettori.
Non è possibile pensare che i fumetti possano diventare appannaggio soltanto di coloro che se li possono permettere. Crediamo che come forma di intrattenimento, come forma d’arte e come prodotto culturale, la loro diffusione debba continuare ad essere capillare ed alla portata di tutti, con delle differenze dettate dal mercato certo, ma consentendo ai lettori di poter scegliere in base al proprio gusto ed alle proprie possibilità economiche, ma senza preclusioni a priori.
Tra gli operatori del settore c’è qualcuno che sta testando approcci innovativi, come la possibilità per i lettori di leggere un’anteprima delle nuove uscite, in modo che ci si possa fare un’idea e scegliere se acquistare o meno l’opera.
Questa possibilità insieme alla realizzazione di piattaforme che eroghino la versione digitale a costi contenuti, potrebbe consentire ad una parte dei lettori di seguire più proposte, dedicando una parte del proprio budget a letture di cui non desiderano possedere la versione cartacea ed investendo maggiormente soltanto su quella parte di produzione che intendono collezionare ed esporre in libreria.
Anche il tema delle piattaforme atte ad offrire un abbonamento, capace realmente di assicurare agli editori un guadagno ben definito ed al contempo di mantenere inalterati i costi inclusi nelle varie proposte, potrebbe aiutare a cercare un punto di incontro tra le esigenze di aziende e clienti.
Noi di The Post Cafè siamo legati alla versione cartacea di libri e fumetti, pur essendo consapevoli che il mondo sta cambiando e che è necessario cercare soluzioni per rendere sostenibile il fare impresa.
Le aziende hanno fatto dell’esperienza sensoriale un elemento su cui improntare parte delle proprie attività di marketing e questo significa che per chi utilizza un oggetto la sensazione del possesso fisico, unitamente al piacere nel maneggiarlo è altrettanto importante quanto l’esperienza d’uso stessa.
Il fumetto è nato sulla carta e ci vorrà ancora tempo perché lo si possa apprezzare soltanto nel suo contenuto, avulso dalla fisicità del supporto attraverso il quale viene fruito.
Se vogliamo fare un paragone, un appassionato motociclista è consapevole che presto o tardi non sentirà più il rombo del motore della propria motocicletta. Non vivrà più le sensazioni offerte dalla guida di una moto dotata del classico motore endotermico. Dovrà convertirsi all’assenza di tutte quelli aspetti che rendono emozionante la guida su strada, come quella in pista. Dovrà cercare nuovi stimoli per potere apprezzare quanto i motori elettrici potranno donargli, perché è l’ambiente prima ed il mercato dopo a chiederglielo. L’alternativa al cambiamento consiste nell’appendere il casco al chiodo e smettere di essere un motociclista.
Questa transizione prima o poi avverrà anche per coloro che disegnano i fumetti ed ovviamente per i lettori delle loro opere .
Noi speriamo di viverla il più tardi possibile, ma siamo certi che continueremo a leggere e collezionare le storie, i personaggi e gli autori che preferiamo.

