Nel numero 32 di Amazing Spider-Man fa il suo ingresso nell’universo ragnesco un ragazzo che per anni ha fatto da spalla all’Uomo Ragno, che però non ha memoria del “ragnetto”.
Si tratta di Spider-Boy, alias Bailey Briggs, una nuova incarnazione ragnesca del mito di Spider-Man, che è entrato in scena durante la trama di “End of the Spider-Verse” di Dan Slott e Mark Bagley, ma giura di non essere affatto dello Spider-Verse! Nonostante nessuno lo riconosca, afferma di aver avuto un sacco di avventure e di aver fatto squadra con Spidey proprio su Terra 616!
Nonostante il successo che Spider-Boy ha riscosso negli USA, che gli è valso una testata a lui dedicata in uscita negli States il mese prossimo, ci chiediamo se sia il caso di lanciare una nuova serie con un eroe dai poteri ragneschi.

E’ vero che il mercato è determinato dai gusti degli acquirenti ed è altrettanto vero che un’azienda, quelle dell’intrattenimento in primis, devono seguire le regole che il mercato impone, ma è lecito chiedersi se dopo la moltitudine di Spider serie prodotte in tutte questi anni e di personaggi provenienti dagli angoli più remoti del multiverso ragnesco, un “ragazzo meraviglia” della famiglia aracnide può ancora avere un futuro?
Il tessiragnatele in erba è chiaramente un modo per effettuare l’ennesimo rilancio del personaggio inventato nell’ormai lontano 1962 da Stan Lee e Steve Ditko e molto probabilmente la sua funzione è quella di accogliere tra le fila dei lettori molti giovanissimi, provando ancora una volta a svecchiare di fatto un personaggio che ha sulle spalle ben 61 anni.
Da lettori appassionati delle storie dell’amichevole Uomo Ragno di quartiere (e per quartiere si intende ovviamente New York, il mondo, l’universo) non possiamo non chiederci: dove sta andando Spider-Man? Il personaggio che tanto abbiamo amato e che continuiamo ad amare, che da ragazzi ci ha fatto avvicinare al mondo dei comics della Casa delle Idee, insieme alla pletora di altri super eroi prodotti dalla fantasia di Stan Lee prima e da quella di tutti gli scrittori che sono seguiti, quell’Uomo Ragno che non vedevi l’ora di acquistare in edicola per poterlo leggere tutto d’un fiato, non sarà diventato ormai un’abitudine, un fumetto che acquisti un po’ per affezione e un pò per portare avanti un rapporto con un personaggio che nonostante tutto fa fatica a stare al passo con i tempi?
E se così fosse, dove va cercata la responsabilità di avere fatto “invecchiare” l’ater-ego di Peter Parker, tanto da richiedere una moltitudine di personaggi con gli stessi poteri dell’originale o similari? Nei fumetti, si sa, i personaggi possono non invecchiare, possono non morire e se muoiono possono essere fatti tornare in vita.
In questo modo Peter Parker, alias Spider-Man, ha potuto percorrere le ere dei comics made in USA senza risentire dello scorrere del tempo, almeno di quello vissuto nelle storie a fumetti. Ma se la timeline dei comics scorre diversamente da quella della vita reale, allora perchè alle soglie del 2024 non si riesce a rendere un character così importante ancora appetibile per il pubblico di tutte le età ?
Le sceneggiature oggi possono rivelarsi più come artifizi per vendere più copie, piuttosto che la necessità di scrivere fumetti di qualità, in grado di aggiungere qualcosa di nuovo, riuscendo così a rendere più moderno un personaggio con così tanti anni sulle spalle.
Forse il nuovo arrivato (Spider-Boy), prodotto dal lavoro di David Aja e John Tyler Christopher, avrà qualcosa da dire, o forse no.

E’ possibile che sia figlio della consuetudine di salutare con enfasi l’arrivo della “novità”, intesa come una cosa da avere assolutamente, oppure la necessità di scoprire qualcosa di nuovo o ancora il bisogno di collezionare albi e storie che vadano ad ingrossare la propria collezione di fumetti.
Noi ci auguriamo che la Casa delle Idee possa seguire le leggi imposte dal mercato dei comics e dell’intrattenimento in generale, guardando al contempo alla qualità delle storie e dei personaggi che l’hanno resa grande, primo fra tutti (probabilmente) proprio quell’Amazing Spider-Man, senza il quale la storia editoriale della Marvel Comics sarebbe stata diversa.
Noi di The Post Cafè attendiamo l’uscita della serie in Italia per darvi le nostre impressioni sul nuovo Ragno in città, che ci auguriamo possa avere una propria storia editoriale, che non levi nulla allo Spider-Man originale, che a nostro avviso ha bisogno di idee nuove ed originali e non soltanto di una pletora di “cloni”.

