Che cosa fare con un vecchio computer, che non vale nulla e non posso dare in permuta per ricavare qualcosa da investire nell’acquisto di uno nuovo?
Anche i computer più datati hanno un valore e possono continuare ad esserci utili, consentendoci di continuare ad utilizzarli ancora a lungo affrontando una spesa minima.
L’utilizzatore medio spesso non ha del tutto coscienza riguardo al concetto di rigenerazione di un device. Ne ha sentito parlare, ha visto le pubblicità di smartphone o computer ricondizionati, ma spesso pensa che si tratti di una possibilità applicabile ad un prodotto di elettronica meno datato di quello in suo possesso.
La sostituzione di un device, piuttosto che il suo mantenimento ed aggiornamento ai fini di prolungare il suo ciclo di vita, ha anche un enorme impatto da un punto di vista ambientale. E’ vero che lo smaltimento consapevole consente di indirizzare un vecchio computer verso il riciclo dei materiali, oppure ove possibile verso la donazione di vecchi computer opportunamente ricondizionati a scuole o enti benefici. Non sempre però questa pratica viene tenuta in considerazione e/o attuata nel modo corretto.
Consideriamo poi che la produzione di nuovi device richiede l’utilizzo di materiali che oltre ad essere inquinanti (se non smaltiti correttamente), richiede azioni invasive su vaste porzioni di territori ricchi ad esempio di minerali utilizzati per la produzione dell’elettronica di consumo. Bisogna ovviamente tenere conto degli sviluppi tecnologici necessari, che ovviamente richiedono ingenti investimenti da parte delle aziende che operano in questo comparto, dei posti di lavoro che vanno tutelati, ma a nostro parere anche dell’ambiente e della contingente situazione economica.
Un’altra importante considerazione da fare riguardo alla rigenerazione dei computer riguarda le aziende e gli enti, che non sempre operano per renderli nuovamente idonei al lavoro. Si preferisce dar via il proprio parco macchine, rinnovandolo tramite l’acquisto di modelli di ultima generazione, in grado di resistere per qualche tempo all’obsolescenza.
Questa soluzione non sempre è la più idonea per fornire al proprio personale strumenti di lavoro all’altezza delle operatività quotidiane. La decisione di sostituire un computer deve rispondere alla reale necessità di utilizzo dello stesso. Nell’ambito della computer grafica ad esempio, i software utilizzati dai creativi per scopi professionali vengono costantemente aggiornati e richiedono sempre maggiori capacità di calcolo. Il problema dell’obsolescenza in questi casi si presenta con una certa costanza nel corso del ciclo di vita di un computer, che può essere potenziato dal punto di vista hardware, ma soltanto fino ad un certo punto.
Nel caso dell’utente che ha necessità di svolgere lavoro di ufficio, utilizzando la navigazione internet, la posta elettronica i software di una suite office e pochi altri programmi (soprattutto se non sono specifici e non richiedono determinati sistemi operativi per la loro installazione ed il loro funzionamento), ci si può orientare tranquillamente alla rigenerazione del proprio vecchio computer. Del resto moltissimi software gestionali oggi non richiedono più l’installazione in locale in quanto ormai risiedono nel cloud e vengono utilizzati tramite un semplice browser, rendendo superflua la necessità di acquistare un nuovo computer.
Portiamo ad esempio il caso reale di un’azienda che, sotto indicazioni del proprio responsabile IT, ha deciso di non sostituire i propri computer con più di dieci anni di lavoro (originariamente il sistema operativo installato era WindowsXP e poi Windows 7). Con l’opportunità data da Microsoft di aggiornare gratuitamente il sistema operativo a Windows 10 (entro il 29 luglio del 2016) e gli interventi hardware necessari, con una spesa di circa € 220 (mano d’opera esclusa in quanto gli aggiornamenti sono stati svolti internamente) a postazione di lavoro sono stati risparmiati circa € 5000 per l’acquisto di nuovi computer (monitor esclusi). Attualmente questi device sono ancora in uso e soltanto il raggiungimento del fine ciclo di vita di Windows 10 e l’impossibilità di aggiornamento a Windows 11, per incompatibilità hardware, ne determineranno la dismissione. Ovviamente se l’azienda decidesse di utilizzare Linux come sistema operativo, questi computer continuerebbero a funzionare e ad essere utilizzati.
Un altro esempio reale di come un vecchio computer possa ancora lavorare senza problemi è rappresentato proprio dalla redazione di questo post, che è stata effettuata con un vecchio iMac 24″ risalente al 2008, su cui è installato un sistema operativo Linux e l’insieme dei programmi di cui sopra. L’iMac in questione si può considerare d’epoca, è molto bello da vedere sulla scrivania ed al contempo suscita la curiosità ed un pizzico di invidia di coloro che hanno mandato in rottamazione i loro Mac datati.

Ma come è possibile rendere nuovamente perfettamente operativi questi computer, a tal punto da incrementare notevolmente le prestazioni?
Come accennato in precedenza, per raggiungere questo risultato è necessario intervenire sia sull’hardware che sul software.
Il processo di rigenerazione di un computer non è però sempre indolore. A volte è necessario armarsi di pazienza, in quanto soprattutto per quanto riguarda il comparto software (sistema operativo e driver) ci possono essere degli interventi che richiedono ricerche in rete e test di funzionamento. In molti casi, nel corso dell’installazione del nuovo sistema operativo, il riconoscimento dei componenti interni e l’installazione dei relativi driver avviene velocemente e senza alcun problema, ma non è un processo che si possa dare per scontato-
Per questo motivo oltre alla strada del fai da te, praticabile da chi ha conoscenze informatiche e da coloro che desiderano imparare a mettere le mani sui propri device, i meno smaliziati possono rivolgersi a centri specializzati e/o a professionisti che con una spesa molto contenuta daranno nuova vita al proprio computer, senza dovere investire cifre ragguardevoli per l’acquisto di un computer nuovo.

